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Senza troppo compiacimento John parla di affetto e di
scrittura, con il suo tono asciutto. Era un ragazzo determinato,
prima di diventare un vero scrittore. Ha attraversato, come molti
della sua epoca, la fase di corteggiamento che Hollywood riservava
agli scrittori di talento. Nessuno ne è uscito con le ossa
intatte. Chandler, Hammett, neppure lui se per questo. Ma il racconto
che emerge dalle lettere è una chiara traiettoria di cosa
deve essere stato per uno scrittore che come lui faceva fatica a
sbarcare il lunario il canto delle sirene degli studios che ti pagavano
a settimana cercando di indirizzare la tua originalità verso
i corridoi della banalità patinata. Materiale bellissimo
per farne un racconto. I fratelli Coen con Barton Fink hanno tratteggiato
quell'epoca e quelle situazioni ma sento che si potrebbe ancora
dire tanto su questo argomento.
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